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Painting is silent poetry, and poetry is painting that speaks. Simonides

Matteo Arfanotti

Matteo Arfanotti

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Nato a Sarzana (SP) nel 1974, si è diplomato presso il Liceo Scientifico della sua città e nel 2004 si è laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze.
Vive e lavora a Fosdinovo in via Novella di Sopra, 5.

L’amore per l’Arte in tutte le sue forme lo hanno portato a scegliere un percorso di studi che gli permettesse di conoscere e sperimentare personalmente e in diversi ambiti, senza subire influenze accademiche. Dal disegno alla pittura, dalle installazioni alle scenografie e dall’architettura al design: queste sono le sfide che Arfanotti ha accettato e che gli hanno consentito di maturare una coscienza ed una conoscenza artistica attraverso un percorso di crescita ed individualizzazione trovando un proprio linguaggio, comune a tutta la sua produzione artistica.
L’amore per l’arte unito all’amore per la tecnica fanno di Arfanotti un artista in costante sperimentazione che progetta e realizza personalmente le sue opere: dagli sfondi scenografici per spettacoli teatrali, allo stand informativo del Salone del Mobile di Firenze nel 2005 composto da un banner e da un bancone in legno progettato, realizzato e dipinto personalmente, passando per un Carro di Carnevale per la città di Sarzana nel 2001 e infine la sua casa-atelier per la quale ha preso attivamente parte ai lavori di realizzazione.
La sua vera passione rimane comunque da sempre la pittura in cui riesce magistralmente ad esprimere emozioni e turbamenti attraverso un linguaggio fatto di magia, sogno e mistero che si concretizza nelle forme primitive della terra di Luni. Le statue stele, variamente raffigurate in scenari diurni e notturni nelle opere passate di questo pittore, subiscono un lento e progressivo processo di umanizzazione e geometrizzazione fino a diventare figure totemiche. Le figure di Arfanotti spesso appaiono mute, in realtà hanno il dono di comunicare senza parole, di rafforzare il nostro senso di appartenenza ad un passato e ad un futuro comune, senza formalismi didascalici. Il messaggio che il pittore vuole comunicare è quindi chiaro, semplice e allo stesso tempo molto intenso: qualunque siano le nostre origini, la nostra cultura, la religione che professiamo o il tempo in cui viviamo, il legame con la nostra terra e con la Natura nella sua globalità resta indissolubile e alla base di ogni futuro.












Grazie Matteo (Facebook)





















































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